Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi 11/01/2008 ore 21,00
Una Donna, quattro chitarre, un mandolino, un banjo, una catena, un tamburello, varie et eventuali.
Concerto essenziale e minimalista: Solo voce, chitarra e catene.
Apre con "Il sorriso di Atlantide", mi fa venire i brividi con "Sulle rive di Morfeo", mi fa morire dalle risate quando fa il gatto su "Matilde odiava i gatti", mi fa sudare quando si lega una catena alle gambe... O_o' e
tira fuori dal cilindo "La bellezza delle cose" ..perchè quest'anno va di moda il vintage!
Carmen è un polipo, suona tutto da sola (dopo avrà "suonato" anche il fonico che ha combattuto, perdendo, contro il jack del mandolino..), sembra Bert di Mary Poppins. Solo con la voce e la chitarra riesce a dare uno stile diverso ad ogni canzone. Si abbandona anche ad un rockkissimo faccia a faccia con l'amplificatore. Parla, dice più di cento parole, spiega il mito di orfeo e euridice e sicilianissimamente confessa che "questo finale non mi piaceeeva..e me lo ssono cambiato!"
Nota scarpe (che so stare a cuore a grande parte della popolazione di consoliane): stivali con i canonici 3 metri di tacco, che leva e abbandona in mezzo al palco (come fosse tranquillamente a casa sua..scusa Carmen per il disturbo, eh..) per cantare a piedi nudi un paio di canzoni.
Una Donna, quattro chitarre, un mandolino, un banjo, una catena, un tamburello, varie et eventuali.
Concerto essenziale e minimalista: Solo voce, chitarra e catene.
Apre con "Il sorriso di Atlantide", mi fa venire i brividi con "Sulle rive di Morfeo", mi fa morire dalle risate quando fa il gatto su "Matilde odiava i gatti", mi fa sudare quando si lega una catena alle gambe... O_o' e
tira fuori dal cilindo "La bellezza delle cose" ..perchè quest'anno va di moda il vintage!
Carmen è un polipo, suona tutto da sola (dopo avrà "suonato" anche il fonico che ha combattuto, perdendo, contro il jack del mandolino..), sembra Bert di Mary Poppins. Solo con la voce e la chitarra riesce a dare uno stile diverso ad ogni canzone. Si abbandona anche ad un rockkissimo faccia a faccia con l'amplificatore. Parla, dice più di cento parole, spiega il mito di orfeo e euridice e sicilianissimamente confessa che "questo finale non mi piaceeeva..e me lo ssono cambiato!"
Nota scarpe (che so stare a cuore a grande parte della popolazione di consoliane): stivali con i canonici 3 metri di tacco, che leva e abbandona in mezzo al palco (come fosse tranquillamente a casa sua..scusa Carmen per il disturbo, eh..) per cantare a piedi nudi un paio di canzoni.
Sola nota stonata i posti in penultima fila mio e di nanomondano (con cafoni di serie dietro di noi), nonostante la nostra prenotazione risalente alla prima guerra mondiale (pregasi littlechip and co. astenersi dal commento dei posti, grazie.)
Da Roma è tutto, ripasso la linea.
Da Roma è tutto, ripasso la linea.





